TRIESTE. «I no-vax non si convincono con motivazioni scientifiche, anche perché sono persone acculturate. Al fondo di tutto c'è una dissonanza cognitiva, che si rinforza quando vede scritta e divulgata la stessa opinione». Lo ha detto il presidente dell'Aifa, Giorgio Palù, ospite al festival Link di giornalismo a Trieste.
Palù ha riferito che, secondo gli studi, ciò deriverebbe da «una valutazione del rischio primordiale dell'uomo della savana, quando doveva scorgere il pericolo e la sua reazione non doveva essere di tipo critico ma un impulso immediato».
«La valutazione del vaccino è complessa - ha spiegato - perché in stato di pieno benessere un soggetto si dice 'ma perché devo prendere questo medicamento che magari mi dà effetti negativi?'. Valuta solo il rischio e non il beneficio».
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